Intervista a Nayt

Nonostante la giovane età negli ultimi anni è riuscito a farsi strada nella “giungla” della scena rap italiana. La città di provenienza è Roma, il suo nome è Nayt: abbiamo deciso di intervistarlo in pccasione dell’ evento a Milano del 26 settembre da noi organizzato.

1) E’ doveroso cominciare l’ intervista con la più classica delle domande: come hai iniziato ad ascoltare rap ed in seguito a farlo? Come hai scelto il tuo nome d’arte?

Nayt: Ho cominciato ad ascoltare rap ai tempi di “Encore” di Eminem se non ricordo male, molto probabilmente mi appassionai a questo genere grazie a quel disco. All’ età di 14 anni cominciai a scrivere e ad incidere i miei primi testi. Inizialmente mi chiamai con un altro nome che poi diventò Nayt, scelsi di portare una parte del cognome mio e di mia madre nel mio nome d’arte.

2) Il tuo team è diventato la “VNT1” di 3D e DJ Pitch8. Quali motivazioni ti hanno portato a lavorare con questa nuova squadra? Perché iniziare questa nuova avventura con “Six Of Sixteen”? Cosa hai voluto comunicare con questo lavoro?

Nayt: Appena svincolatomi dai vecchi “affari” ho ricominciato a fare musica come volevo, con 3D al Bunker Studio. “Six of Sixteen” è stato l’inizio di un percorso artistico più maturo, più pronto, e dopo “Raptus” che ha fatto da intermezzo, questo primissimo capitolo si concluderà con l’ uscita del mio prossimo disco ufficiale.

3) Qualche mese fa è uscito “Raptus”, che si presenta come un progetto molto personale: basti pensare che all’interno, oltre alle canzoni, si trova un documento con la tua biografia ed un altro che offre una spiegazione sul progetto ed in particolare sulla canzone “Raptus”. Hai messo davvero tutto te stesso in questo disco? Come hai scelto il titolo?

Nayt: Dopo “Six of Sixteen” cominciai a lavorare alla mia musica, alla mia poetica, a come e cosa comunicare con il mio prossimo progetto. Non sapevo ancora cosa sarebbe uscito fuori ma è uscito “Raptus”. Per quanto io mi sia sforzato di studiare ogni particolare per la realizzazione di questo mixtape, alla fine è uscito fuori nel modo più spontaneo possibile. Ho studiato molto la struttura del lavoro in questione ma ho finito per metterci dentro me stesso senza neanche rendermene conto. Questo gli ha conferito il nome di “Raptus” appunto.

4) Spesso i rappers lanciano un progetto in freedownload ed in seguito realizzano prodotti ufficiali da mettere in vendita, tu invece hai fatto l’opposto: hai avuto il merito di riuscire a conquistarti un pubblico numeroso con un album in vendita ed ora che il tuo nome è affermato hai regalato “Raptus”. Perché questa scelta? Come hai scelto i nomi da inserire in questo disco?

Nayt: Non faccio questo in base ai soldi che posso ricavarci (anche se devo e voglio campare con questa roba) e poi soprattutto voglio fare grandi cose e farmi conoscere da più persone possibili. Se non faccio numeri esorbitanti i soldi a cosa mi servono? A farmi due vestiti nuovi? Preferisco investire su qualcosa di più ambizioso. I nomi inseriti in “Raptus” sono Saint e Tormento, con uno ho iniziato a rappare e l’altro è un artista imparagonabile, onorato di avere avuto entrambi nel mio disco. Pochi ma azzeccati.

5) Sabato 26 settembre ti esibirai a Milano, al Barrio’s, in una data organizzata proprio da noi. Cosa ci dobbiamo aspettare da questo live? Quanta importanza hanno le esibizioni dal vivo nella tua carriera da artista?

Nayt: I live sono la parte più divertente e intensa della (mia) musica secondo me. E’ lì che vivo veramente tutto quello che faccio nel pieno delle emozioni. Chi mi ascolta è davanti a me e canta con me! Quando sono sul palco do me stesso proprio come ho fatto per realizzare “Raptus”.. ma è più vero. Aspettatevi la mia anima e un locale in fiamme perché ho intenzione di farlo esplodere.