Intervista a Lazza

1. Innanzitutto grazie per il tuo tempo! E’ doveroso cominciare l’intervista con la più classiche delle domande: come hai iniziato ad ascoltare rap ed in seguito a farlo? Come hai scelto il tuo nome d’arte?

Lazza: Ciao a tutti, grazie a voi per l’ attenzione! Mi sono avvicinato al rap vedendo per caso il video “My Name Is” di Eminem: è stato un genere che mi ha preso subito, quindi col tempo mi sono documentato. Iniziare a farlo è stato ancora più casuale: un giorno un amico mi ha proposto di fare freestyle ed essendo incuriosito ci ho voluto provare, scoprendo che la cosa mi divertiva e di essere tra l’ altro abbastanza portato. Il mio nome d’arte non è niente di più che un’abbreviazione del mio cognome, Lazzarini.

2. Per quanto riguarda le tue esperienze nel freestyle quali sono le battle, ma anche gli scontri non ufficiali, che ricordi con più piacere? Cominciare dal freestyle ti è stato di aiuto o di ostacolo quando poi hai voluto realizzare brani completi?

Lazza: Ho partecipato al Tecniche Perfette 2009, ero il più piccolo tra gli iscritti che erano circa 80. Ciò che ricordo con piacere è che ho superato le eliminatorie e sono passato tra i primi 16; ricordo un po’ meno con piacere che dovevo andare via presto quindi i risultati li ho saputi da un amico il giorno dopo. Un’altra battle della quale ho un bel ricordo è la prima che ho fatto all’età di 13 anni dove arrivai in finale: mi sono sentito fortissimo proprio perché, essendo la mia primissima esperienza, non avevo grandi aspettative. Il freestyle mi è stato utile anche per scrivere, grazie al fatto che improvvisare comporta una velocità maggiore nel pensare a quello che vuoi dire. Appunto per questo, quando mi capita di scrivere strofe egotrip, le scrivo praticamente in freestyle.

3. Sicuramente un’importantissima svolta per la tua carriera è stata il passaggio nel team della Blocco Recordz. Questa tua decisione come è stata maturata? Il tuo pubblico come ha reagito? Si è comportato in modo “calcistico”, in cui se qualcuno cambia squadra viene criticato per la scelta, oppure ha compreso le ragioni della tua scelta e ti ha appoggiato?

Lazza: Innanzitutto chiamarla già carriera mi sembra eccessivo. Fare parte di Bloccorecordz, comunque, mi ha sempre attirato sia dal punto di vista artistico che dal modo di pensare dei miei soci. Fortunatamente chi mi segue sembra averla presa molto bene, dato che il feedback ricevuto è stato positivo ed un sacco di gente mi ha scritto per congratularsi e per augurami “in bocca al lupo”.

4. Dicembre 2014: esce il tuo mixtape “K1”, primo progetto nella Blocco Recordz, il cui obiettivo è sicuramente quello di fare capire cosa vuoi proporre di nuovo rispetto a prima. Quali sono gli elementi che lo differenziano, appunto, dal tuo primo tape, “Destiny”, uscito circa 2 anni prima? Sei soddisfatto di come è stato accolto questo progetto dal tuo pubblico, vecchio e nuovo?

Lazza: Sicuramente “K1”, come si può notare, è un progetto curato da più teste, motivo per cui i tempi di uscita sono stati molto lunghi. L’impressione di chi ha ascoltato “Destiny” è stata quella di sentire un ragazzo con del potenziale; ascoltando “K1” secondo me si può notare da parte mia una crescita. Quando scrivevo “Destiny” la mia priorità era scrivere pezzi autocelebrativi in cui volevo dimostrare di essere forte a fare esercizi di stile e giochi di parole. La crescita di cui parlavo prima si nota appunto con “K1”, in cui fare la punchlines non mi bastava più, ed anche se è un tape volevo comunque dargli una mia impronta.

5. Nonostante il cambio di team, sembra che tu abbia mantenuto ottimi rapporti con la tua vecchia crew, la Zero2. Continui a collaborarci ma, soprattutto in quest’ultimo periodo, sono uscite parecchie loro canzoni prodotte da te, tra le quali ricordiamo “Alcol Test”, “D.I.O.” di Mastarais e “Guarda noi” di tutta la crew. Questo ci pone di fronte a una domanda: produci beat perché sai farlo, o è qualcosa in cui ti piacerebbe investire per arrivare a farne un altro tuo punto di forza?

Lazza: Magari è un’impressione ma la mia uscita da Zero 2 ha reso più forte il nostro legame. Continuo a collaborarci perché comunque ho sempre stima e rispetto nei loro confronti: nella vita mi hanno insegnato che non si sputa nel piatto dove hai mangiato. Come ho detto più volte se la proposta di cambiare crew non fosse stata di Bloccorecordz ma di qualcun altro non li avrei mai lasciati. Sicuramente produrre beat è una cosa che mi piace fare e che faccio perché avendo studiato musica e quindi conoscendola mi sembra sprecato non applicare i miei studi anche qui. Per ora produco solo per divertimento e ho dato qualche base ai miei vecchi soci di Zero 2 e qualcuna anche ai miei compagni di Bloccorecordz. Se un giorno arriverò ad un buon livello anche come produttore non escludo che possa diventare un mio ulteriore punto di forza.

6. “K1” ha già avuto occasione di venire presentato live in più città. Nonostante questo, il prodotto continua a riscuotere parecchio successo. Tanto online, dove i numeri aumentano, quanto live, davanti a un pubblico entusiasta di esserci. Tra pochissimo (venerdì 3 Aprile) ti esibirai nella tua città, Milano, in una serata targata Tsunami Flow. Cosa ti aspetti dal live? Ci sono altre date in programma?

Lazza: Sono molto contento del risultato ottenuto finora con “K1” ed è sempre un piacere portarlo sul palco. Venerdì 3 aprile lo porterò anche nella mia città e mi aspetto di fare al meglio il mio lavoro, di divertirmi e soprattutto di far tornare a casa tutti soddisfatti indipendentemente dal numero di persone che parteciperà all’evento.

 

Intervista svolta in collaborazione con Ryder (Gioventù Rap Italiana)

 

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