Intervista a Frio

INTERVISTA A FRIO

01) È doveroso iniziare l’ intervista con la più classica delle domande: come hai iniziato ad ascoltare rap ed in seguito a farlo? Come hai scelto il tuo nome d’arte?

01) Diciamo che il mio approccio al rap è stato abbastanza casuale, ho sempre ascoltato vari stili e non mi sono mai attaccato ad un singolo genere però mi ricordo che un giorno, facevo ancora uno degli ultimi anni di elementari quindi immagina quanto potevo essere piccolo, ascoltai per puro caso “rap futuristico” di Fabri Fibra e ne andai pazzo. Quello fù il mio primo contatto con il rap. Poi alle medie conobbi le canzoni dei Club Dogo, in italia, Eminem e Snoop Dogg, in america, e tantissimi altri rappers ed inizia ad interessarmi particolarmente al genere, ma solo come ascoltatore.
In terza media, se non sbaglio, scrissi la mia prima canzone, era una “dedica d’amore” per una mia compagna e me ne vergogno tantissimo perché era una cosa bruttissima quella canzone ahahah, dopo quella non ne feci altre fino alle superiori.
Durante il mio primo anno di superiori fui travolto da tantissime cose, ma la cosa che mi colpì di più fù la morte prematura di una persona a me molto cara… iniziai a scrivere per sfogo, erano tutte canzoni stra deprimenti e da li deriva anche il mio nome d’arte Frio, che in portoghese vuol dire freddo e in quel periodo mi rispecchiava particolarmente. Successivamente decisi di provare a pubblicare ciò che scrivevo ed ora è da un anno che pubblico le mie canzoni ed è da 6 mesi che prendo questa cosa sul serio credendo in ciò che faccio.

02) Sappiamo che sei di origini brasiliane, in diversi tuoi brani vi sono infatti alcuni richiami alla tradizione musicale brasiliana. Pensi di portare avanti questo aspetto peculiare all’ interno della tua musica? A quali grandi artisti, italiani e non, ti ispiri?

02) Esatto, sono nato a Rio e pochi anni dopo mi sono trasferito quà in italia e sto cercando di sfruttare le mie conoscenze musicali brasiliane, sia come strumenti o richiami musicali che come scrittura vera e propria, per portare uno stile nuovo che possa essere ascoltato sia in italia che in brasile, o comunque in altri paesi come in portogallo, e che possa piacere alle persone. Penso quindi di continuare a sperimentare e di portare ancora avanti questa cosa anche perché mi contraddistingue dagli altri e, poter scrivere in 2 lingue, può portarti ad essere molto versatile nell’ambito musicale potendo così variare spesso lo stile e magari anche proprio il genere delle mie canzoni. In tutto ciò mi aiuta anche mia madre, perché ha tantissime idee fighe, diverse diverse dal mio stile, e a volte mi aiuta nel comporre canzoni dandomi consigli sul come farle ed aiutandomi a darle quel tocco in più.
Per quanto riguarda la scrittura non mi faccio ispirare da nessun’altro artista, anche perché voglio essere diverso, mentre per il genere a volte mi ispiro al Latino o al Funk brasiliano dove predominano Kevinho, Livinho, mc G15 e altri. Per quanto riguarda il momento esibizione mi ispiro molto a Travis Scott perché ha un legame con il suo pubblico pazzesco e riesce a coinvolgere tutti in una maniera assurda, ed è quello che voglio fare anche io.

03) È da poco uscito su Spotify il tuo nuovo singolo in collaborazione con Liner: cosa ti aspetti da questo progetto? Raccontaci come è nato questo featuring e quale messaggio avete voluto trasmettere con il brano.

03) Mi aspetto grandi cose dal featuring anche perché abbiamo 2 stili completamente diversi che combinati insieme diventano molto interessanti.
Avevo in mente un progetto dove volevo coinvolgere un artista della zona di Torino, conoscevo già Liner come artista in zona e ho sempre apprezzato la sua musica e quando gli ho proposto la collaborazione accettò volentieri. Gli feci sentire il ritornello che avevo in mente e gli è subito piaciuto così iniziammo a lavorarci insieme.
Con Vuitton abbiamo parlato di relazioni basate solo sull’interesse, una cosa molto comune nei giorni nostri in una società basata sull’apparenza, dove conta più quello che si ha che quello che si è.

04) Con l’ ultima esplosione del rap nel mainstream i rapper emergenti sono ormai moltissimi, non è semplice farsi notare. Per quale motivo dovresti essere proprio tu la prossima promessa del rap italiano? Quali caratteristiche pensi di possedere per poter colpire il pubblico?

04) Non mi considero un rapper perché non faccio solo quello ma cerco di portare più stili e generi nel mio repertorio. Potrei però classificarmi come un pop-rapper dato che in molte canzoni canto e rappo ed in altre dove canto soltanto, o viceversa, ed è proprio in questo modo che sto cercando di farmi strada e di colpire il pubblico.

05) Nonostante la tua giovane età, hai avuto modo di esibirti già numerose volte ed in contesti diversi tra loro. Sappiamo che in questo mese di gennaio sei impegnato in un tour insieme a Liner per la presentazione del suo album, cosa ti aspetti da queste date? Preferisci la fase di lavoro in studio per la realizzazione di un brano o successivamente l’ esibizione dal vivo di fronte al pubblico?

05) Sono molto contento di accompagnare Liner nel suo tuor e di poter aprirgli i live, lo stimo tantissimo sia come persona che come artista e poter andare con lui è molto gratificante, anche perché dietro a tutto ciò c’è stato tantissimo lavoro sia da parte mia che da parte di tutto il mio team e sono molto contento del sostegno ricevuto, perché come sapete tutti quanti il mondo della musica è molto difficile e avere delle persone che ti aiutano e sostengono è importante.
Ovviamente la parte di realizzazione del brano è importantissima ed è proprio in quella dove si concretizza l’arte, ma la parte che preferisco è l’esibizione dal vivo dove il contatto diretto con il pubblico mi da una scarica di adrenalina assurda, facendomi dimenticare tutto il resto e in quel momento il legame che si crea tra me e le persone presenti è qualcosa di indescrivibile. Direi quasi di avere una dipendenza da palco ahahahh