Intervista a Francesco Fenzi

INTERVISTA A FRANCESCO FENZI

01) È doveroso iniziare l’intervista con la più classica delle domande: come hai iniziato ad ascoltare musica ed in seguito farla?

01) Ho scelto di comporre, suonare ed emozionarmi con la musica perché essa è riuscita fin da subito ad entrare nella mia vita senza chiedere niente in cambio, mi ha fatto conoscere mondi da me lontani ed è rimasta insieme alla scrittura l’unica maniera vera per comunicare. Mi ha sempre affascinato il fatto di farmi ascoltare e magari rivivermi nelle mie parole, bè credo che in qualche maniera ci sia riuscita. I dischi che ho ascoltato fin da bambino sono stati letali e fondamentali per il mio percorso, volevo semplicemente imitare chi stava dentro a quello stereo, ringrazio i Nirvana, i Pearl Jam, i Beatles, i Lifehouse e i The Calling ecc..

02) Sappiamo che oltre ad essere un cantautore, sei anche uno scrittore di libri. Raccontaci di più!

02) Sì esatto, ho pubblicato tre libri sino ad adesso e altri sono pronti ad uscire, genere Thriller. Scrivere libri per me vuol dire non restare incollato al mondo, perché dentro a quelle parole posso decidere come far vivere, come e chi far e parlare ed elemento fondamentale come il tutto può evolversi, magnifico. Riesco ad uscire dallo schema delle canzoni se il paragone mi è concesso. I libri non UN giudicati in tre minuti ma nel tempo, quindi posso gestire i tempi di attenzione del lettore, mentre su un brano la faccenda è più veloce, lì devo essere bravo ad incuriosire l’ascoltatore e portarlo con piacere alla fine della canzone stessa. Certo che ho intenzione di proseguire a scrivere, che sia in forma musicale che letteraria.

03) A breve sul canale YouTube di Tsunami Flow uscirà il tuo nuovo video ufficiale: cosa ti aspetti da questo progetto?

03) Da questo progetto mi aspetto che riesca a divulgare il più possibile il mio lavoro, poi saranno le persone a decidere se ascoltarmi o meno. Credo che una bella base di partenza e una bella dose di fiducia possa muovere diverse situazioni. Mi auguro che tutto possa partire bene, per darmi la consapevolezza che forse qualcosa di buono l’ho fatto.

04) Con la recente esplosione di diversi generi musicali (la trap e l’ indie su tutti), gli artisti emergenti sono moltissimi, non è semplice farsi notare. Quali caratteristiche pensi di possedere per essere tu la prossima next best thing della scena musicale italiana?

04) Ho sempre amato il cantautorato e se devo dire la verità non mi interessa se siamo in molti a farlo, dovrebbe essere solo un bene per la musica italiana se qualcosa torna alle origini. È un genere che mi rilassa e mi contagia con le sue parole, fatte di esempi e di vita. La mia caratteristica principale forse è quella di cantare con un aria familiare, di intimità e di purezza verso quelle orecchie che hanno bisogno di non sentirsi più sole, mi definisco un comunicatore.

05) Preferisci la fase di lavoro in studio per la realizzazione di un brano oppure la successiva esibizione dal vivo?

05) Mi sono esibito per fortuna molte volte live, ed ogni volta è una storia a parte, che porterò sempre dentro me. Fare concerti per me è linfa vitale. Significa dare alla luce il mio lavoro e ciò mi permette di aprirmi ancora al pubblico per vedere se sto dando ciò che si aspettavano. Mi piace molto interagire con la gente, amo vedere cantare i miei brani e l’adrenalina che mi scorre prima di montare sul palco è una sensazione sempre unica. Il lavoro in studio è fondamentale farlo con cura e decisione per affrontare al meglio appunto i live. Mi piace molto creare, ogni momento è sempre utile per farlo.