15033986_1447906111893987_2103937653_o

Intervista a Sercho aka Ser Travis

Un EP, un disco ufficiale, un mixtape con gli altri membri dell’NSP, un album ufficiale insieme a LowLow e due mixtapes da solista, senza dimenticare inoltre le varie partecipazioni a progetti di colleghi. La città di provenienza è Roma, il suo nome è Sercho: abbiamo deciso di intervistarlo in ocasione dell’ evento a Napoli del 26 novembre da noi organizzato.

1)  E’ doveroso cominciare l’ intervista con la più classica delle domande: come hai iniziato ad ascoltare rap ed in seguito a farlo? Come hai scelto il tuo nome d’arte?

Sercho: Se devo essere sincero non ricordo quale fu la prima canzone rap che ascoltai, sono sempre stato appassionato di musica in generale, poi è subentrato il rap, prima quello italiano, poi quello americano. Per quanto riguarda il nome d’arte scelsi Search (“ricercare” in Inglese) poi stando sempre in giro con i miei amici è diventato Sercho, e comunque è nato tutto anche grazie ai vari pseudonimi che usavo nel Writing, avevo una crew di writer e imbrattavamo i muri andavamo sullo skate, insomma le classiche cose da bravo ragazzo!

2) Il tuo team è sempre Honiro Label. Perchè proseguire il tuo percorso artistico con “3Vis2”? Cosa hai voluto comunicare con questo lavoro?

Sercho: 3vis2 è stato il secondo volume di una saga che continuerò, come il primo volume è stato un progetto gratuito che ho voluto regalare ai miei fan, anche perchè sento sempre quel bisogno di sputare rime a valanga senza preoccuparmi del messaggio che mando quando scrivo, mi piace essere sempre me stesso e in questo secondo atto si è capito ancora meglio quanto riesco a farlo, variando dal rap più grezzo fino ad una leggera influenza pop, che personalmente amo e fa parte di me.

3) In diverse tracce presenti nel tuo ultimo progetto si respira una sorta di nostalgia. Cosa rimpiangi della tua vecchia vita, prima di tutti i numeri e di tutto il seguito che ti accompagnano ora? Quali sono invece le soddisfazioni che ti sei preso con la musica fino ad ora? E per il futuro, cosa manca?

Sercho: Sinceramente non rimpiango nulla, forse prima le persone che incontravo e con cui facevo amicizia non mi guardavano come mi guardano ora, perchè ora sono Ser e il mio sogno è noto a tutti quelli che mi conoscono. Tolto questo, accanto a me sento di avere sempre delle persone che mi apprezzano per come sono e non solo per quello che faccio con la musica e questa è già una soddisfazione. Di soddisfazioni me ne sono prese molte, dirti di essere riconosciuto per strada o avere dei fans che mi seguono in giro per l’italia mi sembra scontato, quello che noto e che mi da più soddisfazione di ogni altra cosa è motivare chi mi ascolta, essere un punto di riferimento e di forza per ogni persona che ammira la mia personalità.

4) Con l’ultima esplosione del rap nel mainstream i rapper emergenti sono ormai moltissimi, tu cosa pensi di questo fenomeno? Quali caratteristiche deve avere secondo te un nome emergente per farsi notare da artisti più noti ed addetti al settore in genere?

Sercho: Riguardo all’ esplosione del rap sono contento mentre per le caratterische che dovrebbe avere un emergente non ci sono regole, basta essere se stessi e avere talento, se segui questo dogma tutto andrà come deve.

5) Il 26 novembre ti esibirai a Napoli, in una data organizzata Tsunami Flow. Cosa ti aspetti dal pubblico napoletano? Quanta importanza hanno le esibizioni dal vivo nella tua carriera da artista?

Sercho: Per me le esibizioni dal vivo sono fondamentali, ci tengo moltissimo e (senza spocchia) credo di essere uno dei più forti sul palco. Napoli è una delle città che ci ha sempre dimostrato affetto e seguito, quindi non vedo l’ora di essere lì e cantare con voi le hit che mi hanno portato fino a questo punto. Grazie per queste belle domande, ci vediamo nel posto questo week-end. Bella!

15033986_1447906111893987_2103937653_o